Lulu’

•14 febbraio 2014 • 7 commenti

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Confini

•17 settembre 2013 • 5 commenti
Le urla dei gabbiani si propagano all’imbrunire riecheggiando tra le alte mura di edifici diroccati.
Sono strazianti grida che annunciano il dolore dell’intero genere animale.
Sono gli estremi richiami
 bianche parole sulle ultime pagine dei libri dell’esistenza.
Poi il nulla.

La vacanza

•14 settembre 2013 • 5 commenti

Ho avuto la fortuna e la forza di liberarmi dai tentacoli della monotonia, a starne lontano per sette lunghi giorni.

E’ stata comunque una vacanza colma di riti: Il rito della colazione delle sette e trenta, il rito del giornale letto in spiaggia, il rito della nuotata delle undici, il rito del pranzo delle dodici e trenta, il rito dei chilometri in bici nella pineta, il rito del camminare sul bagnasciuga sfidando lo Scirocco del pomeriggio, il rito della cena delle diciannove e trenta, il rito delle luci nei mercatini dei paesi, e nella notte il rito degli incubi…

Grandine sul porfido lucido della notte
<La Francia dichiara guerra>, gracchiano gli altoparlanti nelle vie
In una nera Pontiac, l’arma della salvezza; temo di non riuscire ad aprire la vettura e a recuperarla senza essere notato


Dal fondo di una strada innevata, un’informe creatura s’avvicina veloce in una scia di urla sempre più profonde e strazianti
Nell’impatto s’alza in un volo a spirale un nero falco d’acciaio, si ferma ad ali spiegate in cima ad un’alta asta e spicca fiero nel blu della notte.


Tra un rito e un altro, nei momenti di coscienza, la mia mente si concedeva in analisi introspettive, come la lingua che batte sul dente che duole, e una successione d’immagini misere si riflettevano sugli specchi della ritrovata consapevolezza.  Non più accecato dalla consuetudine, mi vedevo come una stupida e stanca marionetta che si capacita del suo corpo in legno, nel tempo inutilmente ammaccato e graffiato nei colori; estraneo alla massa ed allo stesso tempo vestito con i costumi istituzionali.

Ho desiderato una nuova vita senza più domande, d’esser capace d’un equilibrio.

Ho desiderato una nuova vita con le risposte scoperte lungo un percorso fatto di cose semplici, di una pura gioia per l’esistenza.

Era poi giunta l’ora di tornare.

Tra sogno e realtà

•18 luglio 2013 • 9 commenti

Mi accorgo di esser scalzo, le mie scarpe sono state riposte in una trasparente scatola sigillata; nel disagio scendo su scale di cemento e noto dei cambiamenti intorno a me: il palazzo dove vivo è stato ristrutturato a mia insaputa; sono spettatore di un’evoluzione che non condivido.

La mia libertà rapita diverrà il mio futuro punto di forza.

Da una finestra intravedo colonne di denso fumo e selvagge fiamme avvolgere i monumenti del centro città. Getti d’acqua sono in gara contro l’inarrestabile calore, un conflitto che non lascia intendere vincitori; il caos contro la civiltà, il bene contro il male, o semplicemente una breve ed evanescente scintilla che solca l’immensa e imperturbabile eternità.

Sei pur sempre luce riflessa, tu che ti bei di bruciare di un lussurioso ardore; campione d’egoismo alla strenua e costante ricerca del proprio inutile benessere.

E’ mattina. In un avvolgente caldo estivo, gli steli di lavanda lievemente ondeggiano sotto il sole e dal campo si alza un brusio ipnotico d’indaffarate api, musicale riverbero di voci che allieta il mio cuore; ancora una volta, non è l’opera dell’uomo a placare la disperazione della mia anima.

Luoghi e contrasti

•13 febbraio 2013 • 10 commenti

L’irreale silenzio di un morente archivio.

Il vivo coraggio di una libreria che ancora sfugge al predominio della rete.

Bagliori metallici oscurano l’uomo.

La calda estetica Liberty in un sogno dipinto di blu.

Musa’s box dicembre, gennaio

•4 febbraio 2013 • 4 commenti
Pare che risulti terapeutico ricordare e trascrivere periodicamente le cose belle – piccole o grandi che siano – che ci sono accadute e ci hanno fatto stare bene, quindi, dietro suggerimento di Lucyette, oggi vi propino il seguente mio breve elenco di dicembre 2012, gennaio 2013.
 
 
  • Red che vuole stringermi la mano. 
  • Lei che sentendosi osservata si volta e mi sorride incuriosita.
  • Il capodanno passato per la prima volta in un luogo che amo, sotto il cielo stellato e con lo spettacolo dei fuochi d’artificio che s’innalzano oltre gli alti pini.
  • Provare al contempo tenerezza e felicità mentre guardo in un video Gab suonare sul palco.
  • Tenere un corso e riuscire a coinvolgere i partecipanti.
  • Suonare l’intro di “Coming Back to Life”, ed esserne contento lo stesso nonostante i risultati.
  • L’avvolgente profumo di una Thuja dai rami scossi dal vento.
  • Scoprire il dolce gusto del cedro una mattina.
 

Tornare alla vita

•1 febbraio 2013 • 5 commenti

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Coming back to life intro by SospesoNelTempo